SURICATO,PETAURO,TAMIA

SURRICATO:Nome comune: SURICATO (Inglese: suricate) Nome scientifico: Suricata suricata e Cynictis penicillata Famiglia: Viverridi (Viverridae) Ordine: Carnivori (Carnivora) Classe: Mammiferi (Mammalia)
suricati sono mammiferi diurni dal corpo snello e gli arti lunghi che vivono in gruppi numerosi (gang); il peso dell’individuo adulto varia dai 700 ai 900 grammi (i maschi sono più grandi delle femmine) e vivono in media dai 12 ai 14 anni.

Tra le caratteristiche morfologiche più evidenti, si distinguono quelle relative a:

•PELO: Hanno un lungo pelo che, seguendo la regola di Gloger (1833), è più chiaro nelle zone più aride e fredde e più scuro in quelle più umide e calde. Il colore può essere brizzolato grigio, marrone chiaro o marrone con una tinta argento. Ha delle bande scure trasversali che coprono tutta la schiena ed il loro disegno è unico per ogni individuo. Il sottopelo è rossastro. La pancia è scarsamente coperta e lascia intravedere la pelle scura sottostante. Sulla faccia il pelo è chiaro, fatta eccezione per le macchie scure intorno agli occhi.•MUSO: Hanno un muso allungato di forma conica con stop (rientranza tra fronte e muso) praticamente assente. Quest’ultimo carattere è stato determinante, insieme alla posizione delle orecchie, per classificare correttamente la specie che, fino a pochi anni fa, ma ancora molti testi lo riportano, era collocata nei Viverridi, famiglia in cui lo stop è, invece, pronunciato (Rebecca Postanowicz, 2007).
•ORECCHIE: Possiedono delle piccole orecchie nere a forma di mezzaluna posizionate lateralmente all’altezza degli occhi. Possono chiuderle per evitare che entrino terra e sabbia quando scavano. Il loro senso dell’udito è molto sviluppato. Hanno una visione binoculare a colori e una grande percezione della profondità; gli occhi, molto allungati, gli consentono un campo periferico molto ampio. Sono presbiti e quindi vedono benissimo i potenziali predatori in lontananza, ma sono incapaci di veder bene le prede vicine, per le quali si affidano al loro sensibilissimo olfatto. Le macchie scure intorno agli occhi li aiutano a ridurre i riflessi dei raggi solari.
•NASO: Hanno un soffice naso marrone situato alla punta del muso affusolato; grazie al loro olfatto acuto riescono a localizzare una preda sepolta nella sabbia con una semplice annusata. Molto sensibili alle tracce d’odore, i maschi dominanti marcano i loro territori per tenere distanti le altre gang. Ogni suricato è in grado di sapere, semplicemente annusandolo, se un membro della sua famiglia è malato, se ha avuto segretamente dei cuccioli o se ha lottato con uno sconosciuto.•BOCCA: I denti sono 36 disposti secondo la formula 3/3 1/1 3/3 2/2 e cioè 3 incisivi, 1 canino, 3 premolari e 2 molari in ogni metà dell’arco superiore ed altrettanti in ogni metà di quello inferiore. Gli incisivi sono leggermente incurvati e i molari hanno cuspidi pronunciate, perfette per sgranocchiare gli insetti.•ZAMPE: Sono lunghe e slanciate. A differenza delle altre specie della famiglia, come la mangusta, che hanno tre dita per ogni arto, i suricati ne hanno quattro dotate di unghie non retrattili lunghe un paio di centimetri. Gli artigli delle zampe anteriori, più lunghi e ricurvi di quelli posteriori, sono perfetti per scavare, e vengono utilizzati sia per costruire le loro tane, sia per cercare il cibo. I suricati possono muovere, in un giorno, una quantità di terra pari a centinaia di volte il loro peso corporeo.
•CODA: È affusolata, di colore giallo e termina con una punta nera. Misura mediamente una ventina di centimetri e ha l’importante funzione di garantire l’equilibrio quando i suricati assumono la posizione eretta. A seconda di come la tengono si può capire il loro stato d’animo: se sono eccitati, ad esempio, è alta e diritta. Non sempre, però, la coda eretta significa eccitazione: quando camminano nella sterpaglia la tengono così per consentire la loro localizzazione agli altri membri del gruppo.I suricati sono iteropari, cioè si riproducono più volte nel corso della vita. Raggiungono la maturità sessuale all’età di 12 mesi, ma per le femmine la prima copulazione avviene generalmente molto tempo dopo. Non esiste una stagione specifica per gli accoppiamenti: i suricati si possono riprodurre durante tutto l’anno, però le nascite sono più frequenti nella stagione piovosa e tiepida che va da agosto a marzo, mentre sono rarissime nei periodi di siccità.Possono avere fino a quattro cucciolate all’anno, poiché la gravidanza dura 11 settimane. Tra il parto e la fecondazione successiva possono passare anche solo due settimane: è stato osservato che, in cattività, una coppia di suricati ha avuto 11 cucciolate in 31 mesi. Il privilegio di riprodursi, all’interno di una famiglia, è riservato soltanto alla coppia alfa, quella dominante; tutta la gang è infatti formata da genitori e figli. Se uno di questi vuole riprodursi, dovrà staccarsi dalla propria famiglia e formarne una nuova.

Il corteggiamento del maschio non è molto elaborato e consiste solo nella pulizia del pelo della femmina fino a che non si sottomette spontaneamente; se questo non avviene, il maschio combatte con lei tenendola ferma per la nuca. A questo punto inizia l’accoppiamento, con il maschio, di solito, in posizione seduta.

I suricati partoriscono al massimo cinque cuccioli, ma il numero più frequente è tre. Quando nascono sono scarsamente ricoperti di peli, hanno occhi ed orecchie chiusi e sono incapaci di urinare e defecare senza lo stimolo della madre. Le orecchie si aprono intorno ai 10 giorni, mentre gli occhi intorno ai 14. Nei primi mesi la madre, dotata di sei mammelle, nutre i piccoli con il proprio latte; provvede allo svezzamento tra i 49 e 63 giorni d’età.

Le regole sociali dei suricati, consentono alla madre, fin quando allatta, di essere esentata da alcuni compiti e alleggerita in altri: ad esempio, i suoi turni di sentinella sono ridotti. Il padre è parte attiva nella cura della prole e in particolare nella sorveglianza della stessa, aiutato dagli individui della gang che non hanno ancora raggiunto la maturità sessuale.
suricati sono animali carnivori; la loro dieta è composta per 82% da insetti, 7% da aracnidi, 3% da centopiedi, 3% da millepiedi, 2% da rettili, 2% da uccelli. In particolare si nutrono di scarafaggi, ragni, scorpioni, grilli, cavallette, larve di formiche, vermi, piccoli serpenti, uova, ma non disdegnano anche frutta, tuberi e radici.

In cattività sono spesso nutriti con topi e altri piccoli mammiferi.In natura il territorio di caccia di una gang si estende anche per qualche chilometro ed è il maschio alpha che ogni volta decide la zona.

Durante la ricerca del cibo ogni suricato opera in modo autonomo nutrendosi direttamente con ciò che riesce a catturare. I vari individui possono tranquillamente dedicarsi alla caccia perché saranno prontamente avvisati dalle sentinelle in caso di pericolo. È per questa ragione che i suricati cercano di mantenersi vicini a qualche metro di distanza l’uno dall’altro. Tuttavia, a seconda della disponibilità di cibo, questa distanza può aumentare anche fino a 50 metri.
PETAURO DELLO ZUCCHERO Classe: Mammalia (Mammiferi) Sottoclasse: Metatheria (Marsupiali) Ordine: Diprotodontia Famiglia: Petauridae Genere: Petaurus Specie: breviceps
DIl nome scientifico del “Petauro dello zucchero” è petaurus breviceps, nella lingua latina petaurus significa acrobata. È natio dell’ Australia nordorientale, Nuova Guinea, l'arcipelago di bismark, e delle isole all'interno di questa serie geografica.
In totale il Petauro dello zucchero misura in lunghezza circa dai 24-32cm compresa la coda che misura la metà della lunghezza totale. Il peso medio è approssimativamente di 135g, e generalmente il maschio è più grosso della femmina.
Il corpo è snello, la testa è triangolare, gli occhi grandi e rotondi sono posti in posizione frontale; le orecchie sono nere, erette e prive di pelo. Il mantello è di color bruno-grigiastro più suro sul dorso e quasi beige sul ventre, la coda è cilindrica e ricoperta di un pelo più folto nonché più scuro rispetto al resto del corpo; lungo tutta la dorsale infine corre una linea scura dello stesso colore della coda. Questa si presenta di forma cilindrica e portata tesa nella direzione del corpo o leggermente alzata, è molto lunga, e e viene usata come un timone e per tenere l'equilibrio quando planano da albero ad albero.
Il dimorfismo sessuale è piuttosto evidente negli esemplari adulti anche senza necessariamente ispezionarli a mano: i maschi presentano una voluminosa sacca testicolare posta a 2-3 cm dall’orifizio anale, e sulla parte alta della testa presentano una singolare “chiazza senza pelo” che li contraddistingue; nella femmina, dopo il primo accoppiamento risulta invece facilmente identificabile il marsupio; esso si presenta esteriormente come un taglio longitudinale di circa 3 cm posto in posizione ventrale. Andando infine ad esaminare gli organi sessuali mediante spostamento del mantello di copertura, si possono colmare anche gli ultimi dubbi in merito.Petauri sono animali notturni, come testimoniano i loro grandi, rotondi occhi, e sono arborei, cioè passano la maggior parte del loro tempo sugli alberi. Si rifugiano nelle loro tane scavate nei tronchi degli alberi e ammorbidite nell’interno con foglie secche e fuscelli trovati o procurati.
Essi si muovono da albero ad albero lanciandosi nell'aria e spalancando la loro membrana che gli permette di planare anche per 45m detta “PATAGIO”. L'altezza dalla quale si lanciano,e la direzione e forza dei venti, evidentemente influiscono decisamente sulla distanza da loro percorsa. Hanno un alto livello di controllo direzionale perché oltre all’inclinazione della membrana usano come timone anche la coda.

Questi animali sono onnivori, cioè mangiano cibi di origine animaIe e prodotti vegetali, la dieta include insetti, larve, ragni, mammiferi molto piccoli e foglie.
I Petauri sono animali molto sociali, vivono in una piccola famiglia composta da sette esemplari adulti, più la loro prole che viene accettata fino ai due anni. Il maschio dominante può accettare anche un altro maschio adulto. Questi difenderanno la famiglia e il territorio contro le altre famiglie di Petauri, e in più si occupano anche dei giovincelli.
Il Maschio dominante è generalmente l’esemplare più grosso e forte del gruppo, ha la precedenza assoluta col resto della famiglia sul cibo recuperato e nell’accoppiamento con le femmine del gruppo.
La comunicazione è tramite gli odori e le vocalizzazioni.
L’odore di ogni famiglia è unico.
I suoni variano da alti e bassi, quelli + forti e chiassosi sono utilizzati per avvertire il pericolo o per cercare di impressionare il predatore, mentre quelli più bassi e dolci sono utilizzati per la socializzazione all’interno del gruppo.
I Petauri dello zucchero hanno molti nemici naturali come i rapaci, serpenti, le grandi lucertole, volpi, cani e gatti. Prima di acquistare un Petauro bisogna pensare bene al tipo di gabbia di cui abbiamo bisogno.
La prima cosa importante da tenere in considerazione è che questo piccolo marsupiale è arboreo, quindi abbiamo bisogno di una gabbia che si estenda in l’altezza per soddisfare le loro esigenze di grandi arrampicatori. Sicuramente il petauro gradirà questa soluzione, in genere crea il sua rifugio nella parte alta della gabbia perché gli trasmette un senso di sicurezza, una situazione diversa gli potrebbe creare molto stress. Condizioni per lui negative possono influire pesantemente sulla salute del Petauro essendo un animale molto sensibile.
Quindi nel limite del possibile più la gabbia è ambia e meglio il nostro amico vivra al suo interno.Date le considerazioni precedenti, le situazioni seguenti dovrebbero essere evitate:
1.Mai tenere la gabbia esposta alla luce del sole durante il giorno, questo provocherebbe sbalzi di temperatura elevati, l’esempio più classico è di fronte ad una finestra.
2.Evitare in generale i cambi di temperatura, oltre che nei pressi di una finestra anche nei pressi di porte o corridoi che comunicano direttamente con l’esterno.
3.Tenere lontano da qualsiasi unità a motore che generano calore ed elettricità, i campi magnetici possono causare molto stress.



Alimentazione

Il petauro necessita di una dieta che consiste nel 70% di frutta e verdura, 30% proteina.
La cosa migliore è scegliere sempre frutta e verdura con un alto tenore di calcio e basso di fosforo, perché il petauro ha bisogno di un grande apporto di calcio nella sua dieta, quindi di un rapporto 2:1 di calcio rispetto al fosforoso.
Un alta quantità di fosforo nei cibi interdice l'abilità del petauro di assorbire il calcio nell'alimentazione. La frutta fresca è la soluzione migliore, mentre è meglio evitare di utilizzare frutta e verdura in scatola o confezionata a causa dell'alto ammontare di zucchero e sodio.
Le proteine sono molto importanti soprattutto nel periodo riproduttivo.
In cattività la fonte migliore per garantire un buon apporto di proteine al nostro Petauro sono le camole della farina, grilli, locuste, lombrichi e le camole del miele.Grilli e Locuste sono sicuramente più indicati grazie ai pochi grassi che contengono mentre al contrario le camole, soprattutto quelle del miele, sono più da considerarsi come leccornie.
In Italia non è ancora possibile trovare un mangime specifico per il Petauro, ma possiamo comunque recuperare quello che serve per garantirgli una buona alimentazione tra le mura di casa.
Le mele rosse, le pere, l’uva, mango e soprattutto la Papaya, sono alcuni dei frutti da loro molto graditi che non devono mancare nella dieta di questo piccolo animaletto.
Assolutamente da evitare sono i mangimi per roditori come criceti e scoiattoli, mentre un buon accompagnatore nella dieta giornaliera sono i preparati per uccelli insettivori.La maturità sessuale viene raggiunta dal maschio verso i 10-14 mesi, mentre la femmina 8-12 mesi,
l'estro femminile avviene ogni 39 giorni e in media si hanno 2-3 gravidanze annue.
La gravidanza dura solo 16 giorni e il piccolo nasce molto prematuro tanto da sembrare un feto,
termina il suo sviluppo nel marsupio che da solo raggiungerà dopo la nascita, resta nel marsupio
materno fino a quando quest’ultimo non sarà più in grado di contenerlo ( mai cercare di estrarlo prima per osservarlo!!), alla
crescita collabora attivamente anche il maschio.
Dopo 70 giorni dalla nascita quindi il piccolo è costretto ad uscire dalla sacca materna nonostante
abbia ancora gli occhi chiusi. Nei successivi giorni il piccolo continuerà ad alimentarsi dalla mare attraverso il capezzolo interno al marsupio introducendovi la testa.
Per i primi periodi vedremo i piccoli uscire dalla tana solo aggrappati alla schiena, o al ventre, della madre e più raramente al padre.
Gradualmente si abitueranno ad essere indipendenti, lo svezzamento si dovrebbe completare intorno ai tre mesi.




TAMIA GIAPPONESE Dati fisiologici dello scoiattolo: Temperatura corporea: 38°-39,5°C Frequenza respiratoria: 200 al minuto Polso: 300-500 battiti al minuto Vita media: 6-12 anni Peso corporeo: 70-120 g Peso corporeo dei neonati: 3-4 g Maturità sessuale: 10-11 mesi Durata della gestazione: 30-35 giorni Numero di piccoli: 3-5 piccoli Numero di parti all’anno: 1-2 Apertura occhi: 28° giorno Inizio alimentazione autonoma: 30° giorno Termine allattamento: 50° giorno Durata dell’allattamento: da 5 a 7 settimane
Scoiattolo giapponese o Tamias sibiricus
Questo scoiattolo è originario delle foreste della Siberia, Mongolia, Corea e delle regioni settentrionali di Cina e Giappone, fino a raggiungere, recentemente, la Finlandia. È un animale in grado di adattarsi bene nei territori sconosciuti.
Il suo mantello è di colore marrone-rosso con cinque righe longitudinali nere che seguono tutto il corpo dal collo fino alla coda. Analoghe strisce longitudinali sono presenti anche attorno agli occhi E’ un animale diurno, vivace, agile e molto curioso. Habitat naturale
Il tamia è uno scoiattolo terricolo. In natura vive nelle foreste decidue e le aree più cespugliose ai confini dei boschi. Una popolazione di scoiattoli solitamente ha una densità di cinque - dieci individui per ettaro di bosco; il territorio che controlla un adulto è di circa mezzo ettaro. Questi roditori, comunque, non si allontanano mai più di cinquanta metri dalla propria tana ed in caso di pericolo la raggiungono rapidamente. Questo sciuride scava la propria tana nel terreno. La tana è costituita da un insieme di gallerie scavate nel suolo da alcuni centimetri fino a due metri e profonde circa cinquanta centimetri che terminano in alcune camere: il "nido", la "dispensa". La prima camera è larga all’incirca quindici centimetri di diametro ed è rivestita di materiale soffice ed isolante come erba, muschio e foglie morte. In questa stanza il tamia dorme, trascorre le ore fredde dell’inverno, quelle troppo calde dell’estate ed accudisce i piccoli neonati.
In un altro vano lo scoiattolo immagazzina tutto il cibo trovato durante la bella stagione che lo aiuterà a sopravvivere durante l’inverno. Lo scoiattolo striato possiede un corpo tondeggiante ed affusolato con una struttura slanciata. La lunghezza massima che può raggiungere un adulto è di 20-25 centimetri di cui 10 solo per la coda.
La testa è abbastanza grande ed unita al corpo da un collo corto e robusto. Il muso è appuntito e termina con baffi (chiamati vibrisse) posizionati lateralmente. Le orecchie sono piccole e tonde. Gli occhi, grandi e neri, sono posizionati lateralmente e permettono di avere un ampio campo visivo utile ad avvistare eventuali predatori.
Anche questo roditore, come il criceto, possiede le tasche guanciali, estroflessione della parete interna delle guance. Sono da considerarsi delle vere e proprie borse in cui lo scoiattolo trasporta cibo e materiale per il proprio nido. Quando non vengono utilizzate non si notano ma in caso di necessità possono espandersi fino alle spalle e possono raggiungere un volume pari a quello della testa.
Gli arti anteriori sono corti e tozzi, le mani hanno quattro dita con artigli lunghi e ricurvi. Gli arti posteriori sono molto più lunghi e robusti, i piedi terminano con cinque dita anch’esse dotate di artigli. Sia i piedi che le mani possiedono polpastrelli ben sviluppati suddivisi tra loro da pieghe profonde. Lo scoiattolo, quando mangia, afferra il cibo con gli arti anteriori sedendosi su quelli posteriori.
Come gli altri mammiferi, il tamia possiede due cavità, quella toracica e quella addominale. La prima racchiusa tra le coste presenta una forma quasi piramidale e contiene il polmone destro che si compone di quattro lobi, il polmone sinistro, formato da un solo lobo ed il cuore che si trova tra i polmoni al centro del torace.
La cavità addominale occupa uno spazio di dimensioni maggiori rispetto alla cavità toracica ed è separata da essa tramite il diaframma, muscolo che serve alla respirazione. L’addome racchiude tutti gli organi dell’apparato digerente, urinario e riproduttivo.
Lo stomaco dello scoiattolo è formato da una solo camera e continua con l’intestino che è lungo tre volte e mezzo lo stesso animale. Il fegato è dotato di lobi ed è presente la cistifellea. Nell’apparato genitale incontriamo le peculiarità maggiori. La femmina presenta un utero doppio, con due corpi uterini che sboccano separatamente nella vagina. Il maschio presenta un osso, detto penieno, che attraversa il pene. Inoltre i testicoli, durante il periodo dell’accoppiamento, sono esterni e ben visibili, mentre durante il resto dell’anno risalgono nella cavità addominale.
La dentatura degli scoiattoli è composta da incisivi, premolari e molari. In questi mammiferi manca una categoria di denti: i canini. Al loro posto c’è uno spazio senza denti denominato "diastema".
Gli incisivi sono denti a forma di scalpello, sono a radice aperta e quindi a crescita continua. Durante tutta la vita dello scoiattolo la radice non si chiude ed il dente continua a crescere alla base Gli incisivi hanno lo smalto solo nella parte esterna, questa porzione del dente risulta essere più resistente rispetto a quella interna la quale si consuma più facilmente, conferendo al dente un taglio obliquo.
I premolari ed i molari hanno radici chiuse e quindi non sono denti a crescita continua. I denti del Tamia sono normalmente di colore giallastro.
Carattere
Il tamia è un roditore diurno molto vivace e curioso che passa la maggior parte della giornata alla ricerca di cibo. E’ agile e veloce. Pur essendo terricolo è un eccellente arrampicatore e si muove con disinvoltura sia tra gli alberi che sul terreno. Diventa inattivo nei periodi in cui le temperature sono estreme sia in estate che in inverno. Generalmente è un animale solitario e molto territoriale. Non è aggressivo ma difende la propria tana ed il proprio territorio da qualsiasi intruso, e soprattutto da altri scoiattoli.

In natura questi scoiattoli cadono in un sonno invernale nel periodo compreso tra ottobre ed aprile in relazione all’abbassamento delle temperature. Per prepararsi a questo periodo non accumulano grasso corporeo come accade ad altri mammiferi, ma immagazzinano cibo all’interno della propria tana durante la bella stagione. I tamia alternano periodi di sonno profondo (circa cinque - otto giorni) a brevi periodi di veglia durante i quali si nutrono o compiono brevi escursioni all’esterno.

In cattività generalmente questo atteggiamento si manifesta meno. Le diverse temperature ambientali presenti nel nostro Paese fanno si che il tamia senta meno la necessità di rimanere nascosto nella propria tana per ripararsi dal freddo. Inoltre, la presenza del cibo che quotidianamente gli somministriamo fa sì che esca dalla tana almeno una volta al giorno.

Sicuramente nel periodo invernale notiamo una minore attività del nostro scoiattolo, che è meno vivace e passa molte ore nascosto a dormire (questo atteggiamento è del tutto naturale e non deve essere confuso come uno stato di malattia) ma durante la giornata può capitare vederlo girare nella sua gabbia o all’interno della voliera alla ricerca del cibo che abbiamo lasciato apposta per lui. In ogni caso, per qualsiasi animale il sonno invernale è una dura prova. Per sopravvivere devono essere in piena salute. Se sono ammalati o magri o deboli non dovrebbero passare l’inverno fuori al freddo ma in un posto riscaldato.



Distinzione dei sessi

Gli scoiattoli raggiungono la maturità sessuale attorno agli undici mesi di vita. Diventando adulti le differenze sessuali sono più evidenti soprattutto nel periodo della riproduzione, tra febbraio e settembre. In questo periodo i testicoli del tamia maschio raggiungono dimensioni notevoli (circa tre centimetri e mezzo) rendendosi chiaramente riconoscibili. Nella femmina la vulva, posta immediatamente vicina all’ano, aumenta di volume divenendo rossa ed edematosa.

Negli altri mesi dell’anno i testicoli, risaliti in cavità addominale, non sono più visibili e la vulva è meno evidente. In questo periodo, il sesso dell’animale si stabilisce in base alla distanza tra l’ano e gli organi genitali (vulva per le femmine e pene per i maschi). Questa distanza, detta appunto ano-genitale, nella femmina è più ridotta rispetto a quella del maschio.


maschio femmina



L’acquisto

Gli scoiattoli si possono comprare nei negozi specializzati nella vendita di animali o direttamente da un allevatore. Possiamo valutare diversi negozi per vedere dove i piccoli roditori vengono meglio gestiti rispettando il loro benessere. Gli animali non devono mai essere stipati tutti insieme in una piccola gabbia, devono avere sempre cibo ed acqua a disposizione e la gabbia deve essere pulita ed accogliente.

Una volta che abbiamo scelto il nostro negozio passiamo alla scelta del soggetto. Lo scoiattolo prescelto non deve correre per tutta la gabbia continuamente perché vuol dire che non si è abituato alla nuova condizione ed è sicuramente un soggetto stressato. Non deve stare raggomitolato in disparte rispetto al gruppo in quanto tale comportamento può far sospettare qualche problema di salute. Il pelo arruffato, le chiazze sul mantello o sulla coda con assenza di pelo o i fianchi incavati sono segni di una probabile malattia in corso. Le aree intorno all’ano e alla base della coda non devono essere imbrattate di feci, probabile segno di una diarrea causata da parassiti, batteri o problemi alimentari. Gli arti non devono essere trascinati segno di una possibile frattura o di un danno neurologico.



L’alloggio

La caratteristica di questi animali è che possono vivere tranquillamente senza problemi sia all’interno che all’esterno. Per vivere bene hanno bisogno di grandi spazi. Si adattano benissimo alla vita in appartamento se hanno a disposizione gabbie molto ampie. Se non c’è posto in casa sono animali che possono vivere anche all’esterno durante tutto l’anno, per cui voliere poste su un balcone o in un bel giardino possono risolvere questo problema di spazio.

La gabbia non deve essere più piccola di 80 cm x 50 cm x 80 cm. Queste sono le dimensioni consigliabili per un solo scoiattolo ma se ne abbiamo una coppia queste dimensioni vanno almeno raddoppiate. Oltre ad essere ampie alla base, per poter correre in quanto scoiattoli terricoli, devono avere anche una certa altezza in modo da permettere al nostro amico di fare qualche salto tra i rami. Le gabbie rettangolari sono di solito le più consigliate. Vanno molto bene le voliere per pappagalli di media e grande taglia. La gabbia deve avere delle sbarre o una rete a maglie sufficientemente piccole per evitare le fughe, si consiglia che non superino il centimetro e mezzo. Il materiale può essere ferro plastificato. E’ importante che sia materiale resistente e facile da pulire. Inoltre la gabbia dovrebbe appoggiare su un fondo di plastica con bordi abbastanza alti da non consentire la fuoriuscita di urine, escrementi e scarti alimentari. La gabbia deve essere dotata di sportelli sufficientemente grandi, almeno due, che ci permettano di entrare con la mano e di fare piccoli lavori all’interno senza far fatica nell’infilare il braccio e che possano far passare la mangiatoia con il cibo. Se gli sportelli non sono dotati di un gancio che li chiuda bene è meglio fornirsi di piccoli moschettoni di metallo con chiusure di sicurezza o pezzi di fil di ferro, per essere sicuri che lo scoiattolo non esca dopo aver imparato ad aprire la porta. La stanza deve essere ben illuminata e con una temperatura costante. Deve essere lontana dalla televisione o dallo stereo per assicurargli un ambiente silenzioso e senza onde sonore, in quanto alcune frequenze danno molto fastidio agli scoiattoli striati. Anche il fumo di sigarette non è indicato. Inoltre, dobbiamo assicurargli un numero adeguato di ore di luce ed ore di sonno.


Le voliere all’esterno sono molto più grandi e possono ospitare molti più animali. La forma deve essere a base quadrata o rettangolare. La rete con cui vengono costruite deve avere una maglia molto piccola (non devono essere più di un centimetro e mezzo). Bisogna ricordarsi che questi roditori sono ottimi scavatori di gallerie, quindi la rete va posta anche sotto il terreno per evitare fughe spiacevoli. Altrimenti possiamo risolvere questo problema con una pavimentazione in plexiglas ricoperta di terra o paglia. Anche il cemento può essere utilizzato ma a volte può causare dei danni alle unghie e alle piante dei piedi degli scoiattoli. Il pavimento all’interno dovrebbe essere inclinato verso le pareti in modo da non creare ristagni di acqua. Le dimensioni della base dovranno essere almeno 1,80 x 1,80 m. Per l’altezza si consiglia che sia tale da potervi lavorare internamente senza dover piegare la schiena. La voliera dovrebbe essere dotata di una doppia porta d’accesso, avendo così la possibilità di entrare senza far scappare gli scoiattoli ospitati all’interno. La gabbia può essere dotata di un tetto sotto il quale si possano riparare durante il brutto tempo o il sole estivo. All’interno collocheremo ogni accessorio in numero pari a quello degli animali più uno per evitare liti e stress. Quindi abbeveratoi, ciotole per il cibo e rifugi devono essere almeno uno per animale.

Durante l’inverno sarebbe meglio riscaldare i nidi in modo che gli scoiattoli riescano ad affrontare meglio il freddo. Per riscaldarli possiamo utilizzare dei tappetini o cavetti elettrici. I primi vanno posizionati sotto il nido. I secondi si possono fissare alle pareti esterne del nido collocandoli in un posto che non sia possibile da raggiungere per lo scoiattolo. Devono essere nascosti in intercapedini delle pareti o del pavimento delle tane e la spina deve uscire direttamente dalla rete in modo da non essere rosicchiata da questi sciuridi molto curiosi. Come lettiera, sia per gabbie che per voliere, si consiglia di utilizzare giornali, paglia, carta da cucina o foglie.



Lo scoiattolo e gli altri animali

Se possediamo altri animali, oltre al tamia, è necessario conoscere la natura di entrambi per imparare a gestire i rapporti tra il nostro scoiattolo ed i suoi nuovi "amici". Innanzitutto dobbiamo ricordare che per sua natura il tamia è un animale solitario, timoroso e non è facile da addomesticare, anche se seguendo delle regole sarà possibile. Prima di farlo conoscere agli altri animali dobbiamo dargli il tempo di ambientarsi nella sua nuova casa. È necessario che si crei un buon rapporto con il proprietario. Il nostro scoiattolo dovrà avere fiducia in noi e sentirsi sicuro tra le nostre mani. Appena avremmo raggiunto questo livello, impresa che richiede estrema pazienza, allora saremmo pronti a farlo conoscere agli altri animali allevati. Il consiglio è quello di procedere in modo graduale iniziando con brevi incontri che poi aumenteranno in durata e frequenza se le reazioni da entrambe le parti saranno positive. Naturalmente ci sono animali come boa e pitoni che non riconosceranno mai uno scoiattolo come amico ma bensì come "spuntino" per cui si consiglia di controllare che il loro terrario sia sempre ben chiuso e a prova di fuga.



Alimentazione

Lo scoiattolo è un onnivoro. E’ importante quindi un’alimentazione equilibrata e con un basso contenuto di grassi per evitare l’insorgere di problemi legati all’obesità.

La sua dieta è costituita da frutta, semi, verdure e pochi alimenti di origine animale. Tra la frutta fresca sono particolarmente indicate le ciliegie (a cui è stato tolto il nocciolo che risulta essere tossico), le mele ma anche le pere, le pesche, le arance, i mandarini, le clementine e le melagrane. E’ sempre bene lavare ed asciugare questi frutti e somministrarli non freddi appena tolti dal frigorifero ma a temperatura ambiente. Tra la frutta secca, invece, le più gradite sono le arachidi, le noci, le nocciole, le mandorle, le castagne e i pinoli che non devono essere né tostati né salati.

L'apporto di fibra e sali minerali viene fornito dalle verdure. Le più indicate sono le carote, molto apprezzate dallo scoiattolo, foglie e fiori di tarassaco, pomodori ed insalate come lattughe, indivia, cicorie e radicchi.

In commercio si trovano mangimi confezionati appositamente per scoiattoli a base di semi e granaglie. Sono estremamente appetibili per il nostro amico ma se somministrati come unico alimento non soddisfano i suoi fabbisogni nutrizionali. Infatti, alcuni semi come quelli di girasole sono ricchi di grasso ma carenti di proteine, vitamine e calcio. Per questo motivo possono essere utilizzati saltuariamente ed in quantità ridotte.

Una piccola quota di proteine viene fornita da alimenti di origine animale come larve di insetti (camole della farina), crocchette "light" per cani, petto di pollo e yogurt. Questa fonte deve essere incrementata per le femmine in gestazione e durante l'allattamento.

L'acqua ha un ruolo fondamentale e deve essere sempre a disposizione dell'animale. Gli abbeveratoi a goccia sono da preferirsi alle vaschette poiché gli scoiattoli potrebbero sporcare l'acqua con la lettiera o con i loro escrementi. I beverini si applicano alla gabbia con estrema facilità e sono pratici da lavare e disinfettare. L'acqua va rinnovata tutti i giorni e deve essere sempre fresca e pulita. Se ci accorgiamo delle alghe sulle pareti del beverino vuol dire che non stiamo cambiando l’acqua così spesso come dovremmo. Dobbiamo semplicemente lavare bene il beverino e cambiare l’acqua più spesso.



Riproduzione

I tamia sono animali che si riproducono in cattività con relativa facilità. Per avere successo in questa impresa la coppia di riproduttori deve essere veramente a suo agio nell’ambiente che abbiamo allestito per loro. Dobbiamo sapere che sarà un periodo impegnativo in cui dovremo vigilare che i genitori siano sereni e che non vengano disturbati. In caso contrario è probabile che reagiscano allo stress con forme di cannibalismo nei confronti dei piccoli. Quindi dobbiamo evitare rumori molesti come televisione, radio e grida nelle vicinanze della gabbia o della voliera.

Lo scoiattolo striato, in natura, nasce a maggio e si riproduce nell’aprile dell’anno dopo. Questo atteggiamento rimane inalterato anche nei soggetti che vivono in cattività. Il periodo dell’accoppiamento, che segue il sonno invernale, va da febbraio ad ottobre. In questo periodo la femmina ha un ciclo di dieci-dodici giorni ed è recettiva per due giorni, tre al massimo. I cambiamenti fisiologici che riscontriamo nel maschio sono la discesa dei testicoli dall'addome nello scroto. I testicoli si rendono ben evidenti. Inoltre fischia assiduamente come richiamo. Nella femmina la vulva risulta essere ingrossata ed edematosa. Entrambi sono più attivi e più agitati.
La gravidanza ha una durata di circa trenta - trentadue giorni. Durante la gestazione e l’allattamento, dobbiamo allontanare il maschio o aggiungere un nido in più in modo che non debba disturbarla e non diventi aggressivo nei suoi confronti o nei confronti dei neonati.

Al termine della gestazione nasceranno da due a nove piccoli, in media sono quattro o cinque. I neonati (definiti prole inetta) nascono senza pelo, con le orecchie e gli occhi chiusi. Pesano circa tre – quattro grammi. Lo sviluppo, nelle settimane successive alla nascita, è molto rapido. I piccoli rimangono con la madre all’incirca otto settimane durante le quali raggiungeranno un adeguato sviluppo corporeo ed inizieranno a mangiare da soli. All’ottava settimana possono già essere staccati dalla madre.

Queste settimane sono molto delicate perché i neonati sono indifesi e la madre è molto aggressiva. La mamma scoiattolo non va disturbata con rumori molesti ed è meglio non maneggiarla e lasciare stare la gabbia limitandoci a cambiare solo il cibo e facendole trovare sempre acqua fresca e pulita. In questa maniera sarà più tranquilla ed eviteremo che aggredisca i suoi piccoli a causa dello stress. Cure
Gli scoiattoli non richiedono nessun tipo di vaccinazione, è invece bene fare un esame delle feci per controllare che non ci siano parassiti intestinali.. Bisogna evitare gli sbalzi di temperatura, le correnti d’aria ed in estate i colpi di calore. Sono animali estremamente puliti che non hanno bisogno di essere lavati.








Scrivi un nuovo commento: (Clicca qui)

123homepage.it
Caratteri rimanenti: 160
OK Sta inviando...
Vedi tutti i commenti

Commenti più recenti

13.10 | 14:40

Buongiorno sarei interessata all acquisto di uno scoiattolo ma vorrei sapere informazioni maggiori in merito alle razze e i costi correlati!
Grazie attendo risp

...
13.10 | 11:23

buongiorno, sono un negozio e potrei essere interessato ad alcuni dei suoi animali. posso avere un listino prezzi degli animali disponibili e sapere anche luogo

...
09.10 | 15:25

Buongiorno sarei interessato a una volpe volante, vorrei sapere tutte le informazioni a riguardo, disponibilità prezzo consegna ecc...
Attendo sue info
Grazie

...
06.10 | 22:17

Vorrei una genetta tigrina da svezzare, grazie

...
A te piace questa pagina
Ciao!
Prova a creare la tua pagina web come me! E' facile e lo puoi provare gratis
ANNUNCIO